UNO SGUARDO SU TARANTO

Iniziando l’itinerario dalla Città Vecchia, si può partire da Piazza Fontana e soffermarsi nella Chiesa di San Domenico Maggiore (o San Pietro Imperiale) costruita da Federico II nel 1223, più volte modificata e rimaneggiata.
Magnifici sono il portale gotico e il rosone centrale in stile romanico, fusi armonicamente con la duplice scala barocca. L’interno è a croce latina; il soffitto di legno è stato restaurato; anche l’altare maggiore è in stile barocco.

Fatte poche centinaia di metri, si incontra il Duomo, dedicato al Patrono S. Cataldo e fondato nel 1071-1072.

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La facciata è barocca, la cupola bizantineggiante, il campanile è stato rifatto sull’originale risalente al 1413. All’interno si può ammirare il fonte battesimale del 1500. La chiesa è a tre navate, divise da sedici colonne di marmo sulle quali sono scolpiti i capitelli romani o bizantini. Spicca il meraviglioso e superbo soffitto ligneo a cassettoni (XVII sec.). La Cappella del Santo, in stile barocco, è ricca di statue e di tarsie marmoree del  1500, del 1700 e del 1800. Sull’altare sono conservate le ossa di S.Cataldo (Santo Irlandese), la cui statua è tutta in argento, con affreschi bizantineggianti.

san cataldoOltre ai monumenti sacri, la Città Vecchia è ricca di palazzi storici, ristrutturati per valorizzare queste bellezze e renderle accessibili al pubblico.

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Palazzo Galeota

Costruito nel 1728, il Palazzo Galeota sorge in Via Duomo e prende il nome dalla famiglia che nell’Ottocento acquistò il palazzo. La sua costruzione fu voluta da don Vincenzo Cosa, canonico della cattedrale di Taranto, che ambiva fortemente a includere la sua famiglia nella nobiltà cittadina. Nella seconda metà del Settecento, il Palazzo fu acquistato dalla famiglia Calò e successivamente dai Galeota. L’edificio ha subito un solo restauro, fra il 1975 e il 1983, e ha quindi una certa importanza perché, come affermò il Farella, “è uno dei più rappresentativi di quella notevole produzione edilizia di tipo artistico che interessò la città durante tutto il ‘700 e che qualificò in maniera determinante e duratura il volto urbanistico di Taranto”. In altri termini, esso testimonia l’influenza napoletana nell’architettura pugliese del Settecento e, per quanto riguarda Taranto, anche l’avvicinamento al barocco leccese.
Attualmente, il Palazzo ospita la sede dell’Assessorato Comunale alla Cultura e – al primo piano – le sale del Museo Etnografico “Alfredo Majorano”.

Palazzo Arcivescovile

Il Palazzo Arcivescovile sorge sul Largo omonimo, nei pressi del Duomo. Non è noto quando ebbero inizio i lavori di costruzione, né il nome dell’architetto. Si ritiene comunque che l’edificio sia coevo al ritrovamento del corpo di San Cataldo, avvenuto nel 1071, quando il Duomo fu ingrandito per volere dell’arcivescovo normanno Drogone.

Nei secoli, il Palazzo è stato variamente modificato e rimaneggiato. La facciata fu restaurata nel 1577; nei primi anni del Seicento fu costruito il secondo piano; nel 1638 fu modificata la forma dell’edificio e vennero aggiunti i locali della Curia e una galleria; nel 1786 fu edificato l’appartamento superiore sulla facciata a mare; nel 1858 il Palazzo fu rimodernato e dotato di una cappellina dedicata alla Vergine. Nel 1868 una parte del palazzo ospitò la Corte d’Assise che, tra altri processi, celebrò quello clamoroso delle gesta brigantesche di Grottaglie. Dal 1898 al 1918 il Palazzo fu sede dell’Osservatorio Meteorologico. Ospiti illustri del Palazzo furono Ferdinando II di Borbone e, dopo l’unità d’Italia, alcuni esponenti di Casa Savoia.

La residenza dell’Arcivescovo è una bella costruzione, dotata di ampi saloni. In uno di questi sono raccolti gli stemmi dei vescovi succedutisi sulla cattedra di Taranto, nonché molti quadri e suppellettili di gran pregio, provenienti alcuni da donazioni. L’Arcivescovato possiede un’importante biblioteca e una notevole serie di dipinti provenienti dal Duomo e dalla chiesetta di San Gaetano. Fra i dipinti, spiccano alcune opere di Corrado Giaquinto, di Leonardo Antonio Olivieri e del Finoglia.

Palazzo Carducci-Artenisio

Il seicentesco Palazzo Carducci-Artenisio sorge in Vico Seminario. Fu costruito dal nobile Filippo Carducci, di origini fiorentine, che fu Governatore e Capitano della città, sotto il dominio di Carlo VII. Nel tempo, il Palazzo ha subito rifacimenti e restauri: in particolare, la facciata è in stile Liberty.

Il salone d’ingresso presenta un bel tetto a cassettoni e travi decorate con motivi floreali. L’interno è una successione di eleganti salotti e sale da pranzo, arricchiti da tappeti orientali, mobili antichi e porcellane di pregio. Al primo piano, lo splendido salone di rappresentanza è decorato da dodici medaglioni dipinti dal Fracanzano, che rappresentano i Santi particolarmente venerati dalla famiglia Carducci. La Cappella ottocentesca contiene una preziosa reliquia della Croce di Cristo. Altro gioiello è una delle stanze da letto, munita di alcova e impreziosita da vari dipinti di ottima fattura. Ricca di oltre seimila volumi è la biblioteca.

Palazzo Fornaro

Situato nel cuore del centro storico, sulla centralissima via Duomo, palazzo Fornaro è un’antica dimora gentilizia del XVIII secolo. Conserva in facciata elementi lineari in leggero contrasto con lo stemma più sfarzoso della nobile Famiglia Fornaro. Al secondo piano spiccano elementi stilistici settecenteschi con architravi finemente modanati, decorazioni all’intradosso dei solai lignei.

palazzo_fornaroE’ oggi sede del museo medievale “Maria d’Enghien, contenitore importante per la conoscenza della storia del Principato di Taranto (XI-XV sec.). Articolato su più livelli, ospita, fra l’altro, una riproduzione fedele di alcune botteghe artigiane.

Convento di San Francesco

La chiesa ed il convento di San Francesco costituiscono il complesso di maggiori dimensioni ed importanza dell’intero centro storico.

Solitamente si individua il momento della sua costruzione con il passaggio di San Francesco a Taranto. Questo evento, di cui non si hanno notizie certe, è rappresentativo dell’importanza assunta dai francescani nella città, che scelsero proprio questi luoghi per insediarvi la loro prima comunità. Realizzato dunque con ogni probabilità nel XIV secolo, era originariamente composto oltre che dal convento, da una piccola chiesa. Il convento, ristrutturato nella metà del XVII secolo, fu adibito nel corso dei secoli a diverse destinazioni d’uso: sede del Comune durante il Settecento, divenne in seguito sede delle truppe napoleoniche, col nome di Caserma Rossarol, ora sede dell’Università di Taranto.

Da vedere sono le case natie di personaggi tarantini che sono diventati celebri per diverse vocazioni: Giovanni Paisiello, Tommaso Niccolò D’Aquino, Mario Costa, F.Paolo Parise, Nicola Mignogna e Sant’Egidio.

Dopo aver percorso le vie del Borgo Antico, si raggiunge Piazza Municipio per ammirare il Castello, costruito nel 1481 da Ferdinando d’Aragona, e che domina il Canale Navigabile, lungo circa 400 m e largo 73 m, che costituisce la principale comunicazione fra il Mar Grande e il Mar Piccolo.

castello-aragonese-tarantoSul canale “il Ponte Girevole” che collega la Città Vecchia e la Città Nuova. Intitolato a San Francesco di Paola , il ponte, ricostruito nel 1887, si eleva a 12 m sul mare ed è lungo 86 m circa, largo 10 m e viene aperto per consentire l’attraversamento del Canale alle navi da guerra e mercantili.

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In Piazza Castello si trovano le “Colonne Doriche” del tempio di Poseidone, l’unica testimonianza offerta al visitatore dei grandi monumenti anticamente posseduti dalla città.

Prima di lasciare la Città Vecchia un rapido sguardo alla “Marina”, dove sostano le imbarcazioni da pesca e dove sorgono ristoranti tipici in cui si può gustare la tradizionale cucina tarentina a base di pesce e frutti di mare. Superato il “Ponte” ecco la zona nuova della città con le vie D’Aquino e Di Palma che ne costituiscono il cuore, dove si affacciano eleganti esercizi commerciali.

In Corso Umberto si trova il Museo Archeologico Nazionale, uno dei più importanti di Europa, in cui sono conservati vasi e reperti che ricordano lo splendore della Città durante il periodo della Magna Grecia.

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Notevoli sono alcune sale ricche di vasi, terracotte e maschere di eccezionale bellezza e singolarità. Significativa è la Sala degli Ori, in cui si possono ammirare diademi a lamina d’oro, collanine, anelli, bracciali, orecchini.museo taranto interno

Nei pressi del Museo, in via Roma, sorge l’istituto Talassografico fondato nel 1914 e dotato di acquari e di moderni impianti per le ricerche oceanografiche e batteriologiche.

Poco distanti del Museo, si trovano i Giardini del Peripato, da dove si può ammirare il Mar Piccolo (diviso in 2 seni) in cui si trovano, alla fonda , le navi militari.

Il Lungomare costituisce un’attrattiva di particolare interesse. È senza dubbio tra i più alti d’Italia e da esso si può spaziare su tutto il Mar Grande, per ammirare le due isolette che fronteggiano la Città, l’Isola di S.Pietro e l’Isola di S. Paolo, conosciute anche come le Isole Cheradi.